Il vino nella storia

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Il vino nella storia

La prima testimonianza archeologica relativa al vino, risale al VI millennio a.C., quando durante alcuni scavi archeologici nella  città di Hajji Firuz Tepe, nell’Iran settentrionale, sono state rinvenute all’interno di un’anfora, tracce chimiche di vinificazione. Mentre, il più antico impianto destinato alla produzione di vino nella storia, risale al 4.000 a.C. (circa), ad Areni, in Armenia, dove all’interno dei sotterranei della città moderna, sono stati ritrovati i resti di questa struttura.

Il vino viene citato già in uno dei più antichi racconti della storia dell’umanità, inciso su tavolette d’argilla a caratteri cuneiformi ovvero nell’epopea di Gilgamesh. Risalente al XVIII sec a.C., si narra che Gilgamesh avesse incontrato Siduri, la donna del vino, che vive nei pressi del mare, probabilmente in una sorta di vigneto recintato. E’ proprio in Mesopotamia, territorio dove nacquero i primi centri politici ed economici della storia dell’uomo, che il vino va affermando la propria presenza nella tradizione alimentare, e religiosa. La valenza sacra che il vino acquisirà per molti secoli, è documentata già dal 2.500 a.C., sullo”Stendardo di Ur” un pannello in legno decorato a mosaico, su cui era raffigurato un banchetto in cui re e autorità reggono calici da libagione, anticipando cosi il rituale del simposio che si diffuse nel mondo classico.

Nell’antica Grecia il vino si lega indissolubilmente a Dioniso, figlio di Zeus, che introdusse tra gli uomini mortali, la coltura della vite; cosi anche nel mondo romano Bacco, dio del vino, fu oggetto di culto. Per quanto riguarda la vinificazione, è documentata una tecnica non dissimile da quella che tutt’oggi si usa, che prevedeva la pigiatura dei grappoli all’interno di grandi recipienti e la fermentazione del mosto in contenitori che venivano lasciati aperti fino al termine del processo.

Nella Roma antica, a seguito della raccolta, si pigiava l’uva all’interno di una vasca (lacus vinaria), e successivamente si aspettava che il mosto si separasse dalle vinacee che una volta affiorate, venivano torchiate. Il mosto del vino e delle vinacee passava poi in un secondo lacus sottostante dove iniziava la fermentazione, che successivamente (dopo sette o dieci giorni) proseguiva in grossi doli interrati dove veniva travasato il mosto e dove si contemplava il processo di vinificazione.

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